LE PRIORITA' DEI CITTADINI COMUNI E QUELLE DEI PADRONI

L’edizione di martedì sedici giugno del quotidiano telematico l’Unità riporta un interessante articolo sui nefasti effetti, sui piccoli Comuni, delle politiche legate al Piano governativo scaturito, nel 2025, dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (Snai).

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In Italia, i 5.519 agglomerati urbani con meno di cinquemila abitanti (il 69,85% del totale di 7.901) prevalentemente di natura montana e concentrati nelle aree interne, continuano «a scontare un impoverimento» tale da non essere in grado di garantire i “servizi di base”.

Interessante è la definizione che il “Sole 24 Ore del lunedì” – che pubblica lo studio – fornisce del termine testé riportato; secondo l'organo ufficiale di Confindustria essi sarebbero: farmacia, distributore di carburante, sportello bancario, ufficio postale.

Noi pensiamo che le funzioni pubbliche essenziali, che ogni Comune dovrebbe avere la responsabilità di erogare siano di tutt’altra natura, dato che almeno due dei quattro citati mirano a soddisfare bisogni che non riguardano proprio i lavoratori e le masse popolari.

Ciò che un Paese che si pretende civile dovrebbe garantire a tutti i cittadini, indipendentemente da dove decidono – o più spesso sono obbligati a scegliere – di abitare, è un insieme di istituzioni che garantiscono all'insieme degli abitanti un livello accettabile di qualità della vita.

Scuole pubbliche, almeno sino al completamento del ciclo obbligatorio, presidio sanitario pubblico con presenza continuativa di uno o più medici di famiglia, trasporto pubblico – anche effettuato in consorzio tra più unità amministrative – adeguato, oltre ai menzionati dal quotidiano Il Sole 24 Ore come farmacia e ufficio postale.

 

Bosio (Al), 18 giugno 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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